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conto dell'indirizzo editoriale della Rivista "Igiene e sanità
pubblica" può apparire scontato o addirittura banale inviare un
pubblico saluto ed un augurio di proficuo lavoro al nuovo Ministro
della Sanità. Ma, per i lettori della Rivista, l'incarico al prof.
Elio Guzzanti può essere motivo di giusto orgoglio e rinvigorite
speranze per un triplice ordine di motivi.
Il primo motivo è di ordine politico nel senso più ampio del termine
cioè di interesse per tutti i cittadini. Dopo anni di propagandato
"primato della politica" (e dei professionisti della politica)
si è giunti alla consapevolezza di attribuire a degli esperti
poteri decisionali in materie ove la competenza tecnica è di gran
lunga più necessaria di quella di rappresentanza. Si è finalmente
compreso che nel nostro paese si aveva l'esigenza di una gestione
della cosa pubblica (Governo) concreta, equa, trasparente (da
"buon padre di famiglia") lasciando la discussione sui principi
ed il potere di indirizzo e di verifica ad altri organi (Parlamento).
Da notare che questo movimento si è esteso a tutta la pubblica
amministrazione, ivi compresa la Sanità, in quanto dopo decenni
si è finalmente deciso di "prevedere la separazione tra i compiti
di direziòne politica e quelli di direzione amministrativa"
dei pubblici Uffici (art. 2 lettera g Legge 23.10.1992, n. 421).
Il secondo motivo è di ordine "corporativo" e cioè legato
alla storia professionale, tipicamente igienistica, del neoministro.
Non solo laureato in Medicina (ma ciò non è affatto una novità
e, purtroppo, nemmeno una garanzia) ma docente di Igiene ed operatore
di Sanità pubblica in servizio attivo (con i suoi numerosi incarichi
già ricoperti non ultimo Presidente della Commissione Nazionale
AIDS e Direttore dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali).
E' appena il caso di ricordare in questa occasione la celebre
frase di Rudolf Virchow (1848) "la Medicina è una scienza sociale
e la Politica non è altro che Medicina su scala più ampia". Sia
la Politica che la Sanità pubblica si prefiggono infatti il fine
di migliorare lo stato di salute, inteso come benessere fisico,
psichico e sociale, della popolazione. Ne deriva l'importanza,
ma anche la responsabilità, di questa irripetibile occasione di
dimostrare concretamente la veridicità di questo assiorna.
Il terzo motivo è di ordine funzionale in quanto mai come in questo
momento la Sanità pubblica sta vivendo un periodo di sostanziali
cambiamenti strutturali ed organizzativi. Per citare alcuni dei
più impegnativi problemi ricordiamo l'introduzione della competizione
nell'assistenza sanitaria e la separazione della protezione dell'ambiente
dalla protezione della salute. Si ha però l'impressione, o forse
meglio un fondato sospetto, che manchi una coerente visione strategica
sullo sviluppo del futuro Ssn. L'antico dilemma che non potrà
mai esser sciolto in modo definitivo, tra visione efficientistica
e orientamento solidaristico del sistema sanitario, richiede per
quest'ultimo una guida di grande equilibrio è consumata esperienza.
E' usuale in queste occasioni suggerire e/o chiedere di inserire
nella Agenda del Ministro tutto ciò che si crede più utile e di
interesse per se e per gli altri. Parafrasando un celebre detto
"non domandare che cosa la Sanità pubblica può fare per te,
ma che cosa tu puoi fare per la Sanità pubblica", dal neoministro
igienista ci aspettiamo questa indicazione, questo suggerimento,
questa guida.
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