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Igiene e Sanità Pubblica è una rivista scientifica fondata nel 1945
da Gaetano Del Vecchio.

Editoriale
 
Se questa Rivista può essere considerata un osservatorio, per quanto modesto, della odierna realtà dello stato dell'Igiene e Sanità pubblica in Italia, esaminando il materiale pubblicato nell'anno appena trascorso se ne ricava l'impressione della 'buona salute' della nostra disciplina. Sono infatti pervenuti molti lavori che affrontano i temi più disparati confermando come l'Igiene abbia conservato nel tempo quella caratteristica di disciplina eclettica e mai discriminante, che preleva ed elabora conoscenze di varie discipline quali l'epidemiologia, la biostatistica, l'economia sanitaria, le scienze politiche, la sociologia, la psicologia oltre alla microbiologia, fisiologia, biochimica e tossicologia, e che usa ciò che è necessario ai suoi fini con un solo obiettivo: la tutela della salute della popolazione.
Non altrettanto entusiasmante appare lo sviluppo dello studio dell'organizzazione e gestione dei Servizi sanitari che, com'è noto (cfr. IgSanPubl 1/1995), viene indicato come argomento privilegiato per questa Rivista. Gli aspetti istituzionali ed organizzativi della Sanità pubblica non appaiono sufficientemente approfonditi nel momento in cui si pongono molti dubbi che il riordino in corso del Ssn sia favorevolmente orientato alla promozione della salute pubblica.
Sull'organizzazione si è abbattuta la Nemesi storica (1) dei progressi dell'Igiene e Medicina preventiva (almeno per la quota ad essa attribuibile) dimostrata dalla transizione demografica, epidemiologica, tecnologica, assistenziale. La Sanità pubblica non ha saputo per tempo allestire i supporti, prima culturali e poi organizzativi, per sopperire a questi bisogni emergenti.
Occorre, ad esempio, seguire attentamente il processo di organizzazione della protezione ambientale che si va di fatto staccando dalla sanità pubblica come conseguenza del referendum popolare del 16 aprile 1993 (DPR 5.6.1993 n° 177). La competenza sulla tutela ambientale viene tolta alle Aziende sanitarie locali (ASL), ed alle strutture tecniche da loro gestite (Presidi multizonali di prevenzione), e passata alle istituende Agenzie di Protezione ambientale nazionale e regionali (cfr. Legge Regionale Emilia-Romagna 19 aprile 1995, n. 44 "Riorganizzazione dei controlli ambientali e istituzione della Agenzia regionale per la prevenzione e l'ambiente dell'Emilia-Romagna").
Questo trasferimento di uomini e mezzi potrebbe provocare una riduzione della tutela della salute umana che rimane, per i motivi che sono stati ampiamente esposti (cfr. IgSanPubl 74/94), prioritaria rispetto a quella ambientale. Ma è la grande modifica del SSN, con l'introduzione di stimoli competitivi e concorrenziali, che offre, ottimisticamente, delle nuove possibilità per lo sviluppo della nostra disciplina, a condizione di saperle volgere a proprio favore, o, pessimisticamente, una ulteriore perdita di rappresentatività nella corsa ai finanziamenti pubblici e privati. Occorre stabilire il ruolo dei medici di sanità pubblica nell'ambito del Ssn. Occorre cioè decidere se essi hanno una funzione indipendente di consulenza del management aziendale o se fanno parte di quest'ultimo e ne condividono la responsabilità organizzativa.
Il loro ruolo potrebbe semplicemente essere quello di determinare i bisogni sanitari della popolazione servita. In questa direzione andrebbe l'opera non solo di fare affiorare la domanda inespressa ma di distinguere nella domanda sanitaria le vere necessità dai semplici desideri. Infatti non tutto ciò che si chiede è necessario, e non tutto ciò che è necessario è egualmente importante. Oppure dovrebbero entrare a far parte del processo di erogazione dei servizi (dall'accreditamento delle strutture all'acquisto dei servizi offerti da erogatori pubblici e/o privati, dalla valutazione della qualità dei servizi offerti alla congruenza della tariffazione). Tutte decisioni che, dovendo essere prese nell'interesse dell'intera comunità, li potrebbe porre in contrasto con gli erogatori di prestazioni ai singoli individui.
Tutti questi nuovi compiti e funzioni si aggiungono a quelli tradizionali di tutela della salute collettiva negli ambienti di vita e di lavoro mentre ci si chiede come dare impulso al momento preventivo dell'assistenza sanitaria.
Ad esempio si deve vigilare per far rispettare, nella determinazione dei livelli uniformi di assistenza, la quota di finanziamento riservata alla prevenzione. Ma occorre anche capire se il dipartimento di prevenzione delle ASL debba diventare una parte integrante delle funzioni locali di sanità pubblica o debba essere una funzione specialistica accentrata.
Si è unanimemente d'accordo che il sistema sanitario possa funzionare solo disponendo di una buona assistenza sanitaria primaria, così come definita dall'OMS, ed adattata al nostro paese secondo gli indirizzi dell' OMS - regione Europea (2) come parte del più vasto piano per raggiungere "la salute per tutti nell'anno 2000". In questo caso il ruolo degli igienisti si orienterebbe più verso un medico di comunità che verso uno specialista epidemiologo. Vorremmo quindi che la ricerca, specialmente quella applicata, si indirizzasse verso questi nuovi filoni di cruciale importanza per le sorti della nostra disciplina. La nostra rivista si pone a disposizione di coloro che vogliono seguire queste linee-guida.
C'è un sogno nel cassetto della redazione, creare, con la stretta collaborazione delle università e degli ordini professionali, una chiara visione dei problemi da risolvere, farli partecipi a tutti gli igienisti in modo da condividere le strategie di fondo, e creare un movimento per il rilancio della sanità pubblica in un momento di grande turbolenza politica e sociale.
Ci circonda infatti un mondo turbolento, in cui uno degli aspetti emergenti, e che coinvolge pesantemente la sanità pubblica, è la permanente battaglia tra interesse privato e bisogni collettivi, tra le esigenze di efficienza produttiva e quelle di solidarietà.

Note

(1)

Il primo a sottolineare questo evento è stato il McKeown T. (The role of medicine: dream, mirage, or nemesis. London, England: The Nuffield Provincial Hospitals
Trust - 1976).

(2)

World Health Organization: Targets for Health for All. Targets in support of the European regional strategy for Health for All. W.H.O. - Regional Office for Europe, Copenhagen, Denmark 1985.