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Igiene e Sanità Pubblica è una rivista scientifica fondata nel 1945
da Gaetano Del Vecchio.

Editoriale
Questo numero della rivista offre ai lettori, oltre alle usuali rubriche, la traduzione italiana di un importante documento, che si inserisce organicamente nelle due iniziative didattico-culturali che fanno capo al Dipartimento di Sanità Pubblica della Università di Roma Tor Vergata e che sono strettamente legate alla vita della Rivista: i "Quaderni della ricerca sui servizi sanitari" ed il Master in Epidemiologia dei Servizi Sanitari (MESS). Il volume "Priorità nell'assistenza sanitaria. Etica, economia, realizzazione", è il rapporto finale della Commissione parlamentare svedese delle scelte di priorità in sanità.
L'importanza ed i contenuti del rapporto sono chiaramente rimarcati nella presentazione al testo di A. Panà, che ben introduce alla comprensione dei concetti richiamati. In questa sede sembra più opportuno sottolineare che la preferenza per questo testo è da ricercare nelle le implicazioni sia teoriche che pratiche sulla attività degli operatori di sanità pubblica, destinatari privilegiati della nostra Rivista. Le scelte di priorità infatti interagiscono ampiamente con i tre principali compiti che sintetizzano, secondo il rapporto Acheson (DHSS: Public health in England: the report of the committee of inquiry into the future development of the Public health function. London: HMSO, 1988), le principali funzioni degli operatori di sanità pubblica: 1. determinare lo stato di salute di gruppi o dell'intera popolazione; 2. promuovere e mantenere la salute di tutti i cittadini; 3. valutare l'efficacia e l'efficienza dei servizi sanitari.
In primo luogo, la determinazione dello stato di salute della popolazione è, malgrado le sue indubbie difficoltà conoscitive e la ancora imperfetta metodologia di analisi, la trave portante di ogni tentativo di allocazione delle risorse sanitarie disponibili, a tutti i livelli decisionali (nazionale, regionale e locale). La novità, se tale si vuole considerare, è che la determinazione dei bisogni assistenziali viene oggi nel dibattito internazionale correlata più alla qualità della vita che alla sua durata, affidandosi quindi a valutazioni più sofisticate delle informazioni ottenibili con gli usuali indicatori di mortalità e morbosità. In secondo luogo, una delle critiche più acute ai sistemi sanitari basati sulle leggi di mercato, come si avvia ad essere il nostro SSN, è quella che i meccanismi di competizione basati sulla domanda portano a trascurare gli interventi di promozione e prevenzione, abitualmente non richiesti dall'utenza.
Il processo di scelta delle priorità in sanità, se deve discendere da un aperto dibattito, costringe al contrario a soddisfare "d'ufficio" l'irrinunciabile necessità della prevenzione, sia collettiva che individuale, evitando che tutte le risorse disponibili vengano destinate alle più pressanti, ed emotivamente più impegnative, attività diagnostico-terapeutiche. Da tempo nel nostro SSN il ruolo dei sanitari addetti all'area igienico-organizzativa è quello di intermediario tra le esigenze dei clinici e quelle dei decisori politici in tema di allocazione delle risorse. Gli operatori di sanità pubblica hanno sempre cercato di equilibrare le differenti posizioni sulla base di criteri non tanto previsti dalla legge, quanto frutto della diuturna consuetudine con i problemi di scelta delle priorità assistenziali. In terzo luogo, il rapporto svedese tocca uno degli argomenti più cari alla Rivista, attribuendo chiara rilevanza alla epidemiologia dei servizi sanitari, perché esiste un largo spazio di manovra per riutilizzare risorse finora sprecate in interventi inutili, "eliminando dai servizi sanitari l'uso degli interventi di diagnosi, trattamento ed assistenza infermieristica inefficaci o solo poco efficaci".
La determinazione delle priorità in sanità, se si vuole rimanere entro i limiti finanziari previsti dalla vigente legislazione, diventerà inevitabilmente un tema sempre più scottante, la cui pubblica discussione non sarà ulteriormente rinviabile, e dal quale gli operatori di sanità pubblica potranno raccogliere sia onori che oneri, con la consapevolezza di correre il rischio di rappresentare i "vasi di coccio" tra le richieste degli utenti e dei clinici, ed i decisori politici ed i gestori aziendali.
La attenta lettura del libro svedese può fornire un utile supporto culturale, consono al tradizionale ruolo di difensori dei soggetti più a rischio ed all'impegno nella organizzazione e gestione dei servizi sanitari. Nel MESS, la cui 5ª edizione viene annunciata anch'essa in questo fascicolo, verranno trattati ed approfonditi questi argomenti, avendo come guida i principi di sanità pubblica, unitamente, ma non subordinatamente, a quelli di carattere economico ed aziendalistico come lucidamente evidenziato nel rapporto svedese.