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Igiene e Sanità Pubblica ed Internet |
In
ritardo, ma sicuramente non ultima, la rivista Igiene e Sanità Pubblica
inizia, a partire da questo numero, la pubblicazione su Internet
al sito: http://www.igiene.org. Per la direzione e la redazione
della Rivista si tratta di intraprendere una vera avventura nel
cyberspazio, di pagare un tributo adeguandosi al progresso tecnologico
e di entrare con "le carte in regola" nel nuovo millennio. Pur non
essendo al momento possibile prevedere il futuro delle pubblicazioni
tradizionali, ci si prepara al momento, da molti previsto
(1) anche se non auspicato, della morte delle riviste su
supporto cartaceo sostituite dalle comunicazioni elettroniche.
Anche se saranno necessari cambiamenti formali per adeguare la Rivista
ai canoni informatici, rimane immodificata la sua missione editoriale:
Igiene e Sanità Pubblica continua ad avere l'aspirazione di essere
una rivista scientifica, a diffusione nazionale, che si basa sul
confronto tra la teoria e la pratica e viceversa, al fine di trovare
strategie e sinergie per la tutela e la promozione della salute
umana.
Ma il desiderio segreto dell'operazione è quello di utilizzare nuovi
canali informativi per allargare la platea dei lettori e per meglio
diffondere i contenuti delle due discipline che compongono il titolo
della rivista (2), due traguardi che mettono
paura, perché non è sufficiente disporre della possibilità, offerta
da Internet, di raggiungere tutti i soggetti potenzialmente interessati
alle due discipline. Occorre offrire un prodotto che stimoli l'interesse
dei lettori (e che sarà possibile verificare) (3).
La logica di mercato attribuisce al venditore la responsabilità
di attrarre l'interesse del compratore ma trascura il fatto che,
per l'acquisto di cultura, si deve trovare un ambiente che incoraggi
e premi coloro che si impegnano, che cioè valgano i principi di
una società meritocratica. E di cultura, e non solo di sapere scientifico,
tratta la nostra materia. È il desiderio di incrementare più il
sapere che "forma" che non il sapere che "sa": la sanità pubblica
ha bisogno più di "pensiero" perché di "sapere" ne ha già a sufficienza
e, senza pensiero, del sapere non sa cosa farsene. Weed afferma
che "per meglio comprendere i rapporti esistentitra Epidemiologia
e Sanità pubblica, e per dare una risposta ai quesiti su chi siamo,
cosa è giusto fare, come pensare, e come agire, gli epidemiologi
devono andare al cuore della stessa umanità, alla storia, alla filosofia
della scienza, all'etica, alla letteratura, all'arte. Nell'ambito
delle discipline umanistiche si nasconde la comprensione del passato
e del presente dell'Epidemiologia e la chiave del suo futuro"
(4).
A questo proposito, l'immagine del logo della Rivista, all'apertura
del sito, stimola ci auguriamo la curiosità dei lettori. Il logo
rappresenta il sigillo della celebre scuola medica di Salerno, sorta
intorno all'anno mille, con al centro S. Matteo, protettore della
città, ai lati due dottori, nel tondo la designazione di Salerno
come città Ippocratica (Civitas Hippocratica).
Il riferimento è oltre che alle origini natali del fondatore della
Rivista, Gaetano Del Vecchio, anche alla trattazione che ha reso
famosa questa scuola: il Regimen Sanitatis Salernitanum detto
anche Flos medicinae Salerni (5).
Si tratta della Regola della sanità salernitana (6)
- "fior fiore" della sapienza medica del tempo - che, nella penuria
di mezzi diagnostici e terapeutici, impartiva precetti non tanto
per guarire quanto per mantenersi sani (7).
Al primo, superficiale contatto col cosiddetto mondo virtuale, appaiono
determinanti per le linee editoriali la potenza di comunicazione
e la possibilità di dialogo. Si può considerare Internet come una
comunità di persone, aperta e non regolamentata, che comunicano
liberamente ed a basso costo tra loro attraverso computer e per
mezzo di una rete elettronica internazionale: la rete di comunicazione
mondiale (World Wide Web) permette a chi l'usa di accedere
in modo semplice alle informazioni sotto forma non solo di testo
ma di immagini, di suoni e di video. Il successo di questo esaltante
strumento è documentato dalla dilatazione geometrica della rete,
dal proliferare dei siti, dal numero crescente di utenti (8).
Internet è diventato uno strumento indispensabile di informazione/formazione.
Vi si trova abbondante materiale per un aggiornamento sui più vari
argomenti come pure, utilizzando specifici siti, un sussidio alla
soluzione di concreti problemi che devono essere risolti.
Il moderno movimento della Sanità basata sulle prove di efficacia
(Evidence-based Health Care = EBHC) si fonda proprio sulla
possibilità di consultare e ricevere in tempo reale, attraverso
Internet, informazioni inerenti campi specifici diindagine. La formazione
a distanza, tramite Internet, si è aggiunta ai tradizionali metodi
formativi come la partecipazione a corsi, a convegni e congressi.
Il libero accesso al sito della Rivista permetterà di reperire gli
articoli che trattano temi di specifico interesse, con ricerca per
Autore e per Argomento, inviare articoli per la pubblicazione, ottenere
informazioni su congressi e riunioni(9), e
mediante opportuni collegamenti (links esterni), ottenere un rapido
accesso ad altri siti di interesse per la nostra materia. Si tratta,
a ben vedere, di un progetto a lungo termine di costruzione di un
sito che possa diventare un punto di riferimento per gli operatori
di sanità pubblica. Fin d'ora è possibile ottenere informazioni
sul Master di Epidemiologia dei Servizi Sanitari, giunto
alla sua nona edizione annuale, avere notizie aggiornate ed iscriversi
a Corsi e Giornate di Studio programmate dalla Cattedra di Igiene
dell'Università di Roma Tor Vergata, mettersi in contatto con
quest'ultima e con il centro didattico per le professioni sanitarie
non mediche. Da non sottovalutare infine un primo timido tentativo
di internazionalizzazione mediante la pubblicazione dei riassunti
dei lavori scientifici in varie lingue per facilitare l'accesso
di esperti stranieri.
Non si può a questo punto ignorare che la rivista diventa disponibile
anche al vasto pubblico, ai cittadini, ai non esperti, con ulteriori
responsabilità per la redazione. Il libero accesso del cittadino
alla grande massa di informazioni riguardanti la salute, disponibili
su Internet, ha la potenzialità di essere molto utile per la promozione
e la tutela della salute ma anche quella, se non usato convenientemente,
di diventare paradossalmente causa di danni alla salute. Informazioni
corrette e facili da comprendere possono infatti giovare alla formazione
di un cittadino preparato e consapevole in materia sanitaria ma
informazioni non accurate, o che inducano in errore, possono causare
danni alla salute. Tant'è vero che sono stati proposti stringenti
criteri per accertare la qualità delle informazioni reperibili su
Internet (10). L'educazione sanitaria, e più
modernamente la promozione della salute, non possono fare a meno
di comunicare a condizione che le informazioni siano chiare, oneste,
comprensibili e scientificamente provate. Il Servizio sanitario
inglese ha istituito, nel novembre 1997, il Centro per la qualità
delle informazioni sanitarie (Centre for Health Information Quality
= ChiQ) (11) deputato proprio a fornire
ai cittadini informazioni di elevata qualità sui servizi, sui trattamenti
e sui risultati ottenuti. Si parla addirittura di Informatica medica
per il consumatore (12), un ramo della informatica
medica che analizza e cerca di soddisfare i bisogni di informazione
dei cittadini.
La parte più temeraria ed impegnativa del progetto è prendere atto
che Internet non è, né può essere, un mezzo di comunicazione unidirezionale
ma un accesso, una condivisione e uno scambio di informazioni, un
dialogo interattivo tra utenti e Redazione. Quest'ultima viene investita
dall'impegno, nello spirito di attività di volontariato che la caratterizza,
di offrire servizi on-line nel senso di attivare, per ora in via
sperimentale, un servizio che risponda ad eventuali interrogativi
provenienti sia da parte di professionisti che di semplici cittadini.
In questo sforzo si fa assegnamento sull'aiuto dei membri del Comitato
scientifico, dei colleghi igienisti ed operatori sanitari, dei sostenitori
della Rivista e di ogni persona che, avendo accesso ad Internet
può diventare, se vuole, un potenziale partecipante al processo
di costruzione e diffusione dei
problemi della salute. |
| Note |
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| (1) |
LAPORTE
RE et al. The death of biomedical journals. BMJ 1995, 310, 1387-90.
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| (2) |
PANÀ
A. Editoriale. Lettera aperta ai lettori della Rivista. IgSanPubl.
1994, 50,
74-80. |
| (3) |
Al
pari degli abbonati, sarà possibile numerare i contatti (hits) col
sito della rivista. |
| (4) |
WEED
DL. Epidemiology, the Humanities, and Public Health. Am.J.Publ.Hlth.
1995,
85, 914-18. |
| (5) |
La
regola sanitaria salernitana (edizione integrale). Tascabili economici
Newton, Roma 1993. |
| (6) |
Si
parla di sanitas (salute collettiva, a valenza estensiva, mirata
alla prevenzione) e non di salus (salute individuale, a valenza
intensiva, mirata al recupero). |
| (7) |
I
primi otto versi di questo poema didascalico possono, a distanza
di 1000 anni, ancora ben figurare come manifesto "politico" della
Rivista: "Se vuoi vivere sano e immune da tutti i morbi, allontana
i gravi affanni, imprimi nella mente che è nocivo adirarti, riduci
il vino schietto quando mangi, considera utile alzarti dopo aver
mangiato, evita la siesta pomeridiana, non trattenere a lungo l'urina
né le feci, stringendo forte l'ano. Vivrai a lungo se osserverai
attentamente questi precetti. Se non hai medici a disposizione,
saranno tue medicine queste tre cose: mente lieta, tranquillità
e alimentazione moderata". |
| (8) |
Solo
nel 1995 il BMJ non riportava ancora la voce bibliografica "Internet"
o "Web" ma al suo posto vi era il termine, forse più corretto, di
"rete di comunicazione tramite computer" (Computer communication
network). |
| (9) |
Per
ottenere maggiore tempestività di informazione, la rubrica Congressi,
Convegni e Corsi, verrà pubblicata solo in versione Internet. |
| (10) |
KIM
P et al. Published criteria for evaluating health related web sites:
review. BMJ 1999, 318, 647-9. |
| (11) |
Centre
for Health Information Quality. Highcroft, Romsey Road, Winchester,
England (SO22 5DH). E-mail: chiq@hfht.org; web site: http://.org/chiq.
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| (12) |
EYSENBACH
G. Consumer health informatics. BMJ 2000, 320, 1713-6. |
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