|

| Editoriale
|
 |
| Le
continue riforme del sistema sanitario |
|
La
sanità pubblica, per gli stretti legami che la unisce alla
Politica (1), non può che risentire degli avvenimenti accaduti
nel 2001, il primo di un nuovo secolo e di un nuovo millennio.
Un importante elemento è stato il cambiamento di direzione
politica del Paese, avvenuto a maggio, a seguito del risultato
elettorale favorevole alla coalizione di centrodestra, dopo molti
anni di governo di quella di centrosinistra. Il Federalismo (2)
rappresenta un secondo elemento di grande impatto sanitario, carico
di potenziali attese ma anche fonte di grandi preoccupazioni (3).
Si è subito iniziato un dibattito - e non poteva essere
diversamente - sulle modifiche da apportare al sistema sanitario
che era stato appena ridisegnato dalla cosiddetta "riforma
ter" (4), e che aveva ottenuto un lusinghiero apprezzamento
nella valutazione dei sistemi sanitari di tutto il mondo fatta
dall'Organizzazione mondiale della sanità (5).
È apparso subito chiaro che non sarebbe bastato un cambiamento
di obiettivi politici (federalismo verso centralizzazione) e dell'orientamento
ideologico del sistema (privatistico verso statalista) se non
accompagnato a modifiche istituzionali e/o strutturali. In caso
contrario, le esistenti strutture organizzative e di gestione
avrebbero continuato a funzionare secondo modalità tradizionali,
ostacolando qualsiasi tentativo di trasformazione, senza contare
che tutte le proposte di cambiamento di una organizzazione di
servizi, in particolare quelle di carattere professionale, finiscono
per invocare invariabilmente la necessità di un "mutamento
culturale" o di "un cambio di mentalità"
dei suoi attori, fornitori e consumatori di servizi sanitari.
In una situazione di un nuovo indirizzo politico generale a livello
nazionale e di impulso alla istituzione dei sistemi sanitari regionali
occorre ribadire gli obiettivi sostanziali di
ogni sistema sanitario:
1. il miglioramento dello stato di salute medio della popolazione;
2. la riduzione delle diseguaglianze dello stato di salute;
3. l'aumento del benessere percepito dagli individui, attraverso
una maggiore attenzione ai desideri ed alle aspettative dei cittadini.
Per quanto riguarda il primo obiettivo, si sta prendendo atto
che l'assistenza sanitaria
ha come missione il miglioramento dello stato di salute medio
della popolazione.
Una consapevolezza che appare ovvia ma che è stata messa
in discussione dall'accertamento che questa relazione non è
né lineare né scontata, perché non
sempre l'assistenza sanitaria, intesa come erogazione di interventi
sanitari, produce un miglioramento dello stato di salute della
popolazione (6) ed in ogni caso sussiste una chiara difficoltà
di determinare gli effetti degli interventi sanitari. Si spiegano
così gli sforzi che si stanno compiendo di misurare, con
analisi di costo-efficacia, cosa si può ricavare dagli
interventi sanitari in termini di salute a parità di risorse
impiegate.
Le diseguaglianze dello stato di salute nella popolazione, secondo
obiettivo, spingono all'approfondimento non solo delle loro cause
ma anche di chi trae maggiore (e chi minore) beneficio dalla spesa
pubblica sanitaria. Anche se questo tipo di studi,
a confine tra il sanitario ed il sociologico, sono iniziati da
pochi anni, è stato facile individuare clamorose diseguaglianze,
in associazione o a causa, delle diseguaglianze socioeconomiche
nella popolazione (7). L'assistenza sanitaria dovrebbe essere
uno strumento per alleviare la carenza di salute, intesa in senso
più ampio possibile, privilegiando i soggetti relativamente
più poveri, in modo da massimizzare il rapporto costo-beneficio
per la società nel suo complesso. Le ricerche sulle diseguaglianze
dello stato di salute sono ancora sporadiche in Italia mentre
dovrebbero diventare sistematiche. La riduzione delle diseguaglianze
di salute, soprattutto se correlata alle diseguaglianze economiche,
non è un obiettivo orientato ideologicamente, ma risponde
a concrete esigenze economiche: dato l'elevato livello di salute
raggiunto nel nostro Paese (8), risulta infatti oggettivamente
più conveniente (9) cercare di eliminare le diseguaglianze
che cercare di raggiungere livelli di salute ancora più
elevati, utilizzando politiche di promozione della salute non
affidate al solo sistema sanitario (10). Di fatto l'assistenza
sanitaria è stata a lungo destinata indiscriminatamente
a tutti coloro che venivano colpiti da condizioni per le quali
erano disponibili interventi sanitari, senza nemmeno la garanzia
che si trattava di interventi di elevato costo-efficacia.
Per quanto riguarda il terzo obiettivo è certo che per
le persone la salute è un valore, forse in assoluto il
più importante: il singolo individuo, quando si accorge
di una perdita
o un declino dello stato di salute, pretende servizi sanitari,
senza badare a spese (11).
Di qui il dilemma di una scelta politica che si deve collocare
fra, da una parte, l'affidare completamente ai singoli individui
la responsabilità di tutelare la propria salute (riducendo
l'impegno dello Stato) e, all'estremo opposto, "guidare"
in maniera più o meno cogente
i comportamenti individuali (atteggiamento paternalistico dello
Stato). L'orientamento politico dei Governi stabilisce sia l'estensione
dell'offerta pubblica di servizi, che potrebbe essere limitata
a quelli per i quali il mercato non può funzionare (ad
esempio la prevenzione), sia il grado di libertà dei cittadini
di scegliere, a loro insindacabile giudizio, il luogo di cura,
pubblico o privato che sia.
Le Riforme della Sanità italiana finora non sembra abbiano
sufficientemente prestato attenzione alla "centralità
del cittadino", intesa come partecipazione attiva e collaborativa
del cittadino con le autorità sanitarie, se una fonte non
sospetta può affermare che "il giudizio che gli italiani
generalmente riservano al Ssn appare a tutt'oggi piuttosto negativo"
(12). Le riforme future dovranno faticare non poco per ottenere
successi in questa direzione. Tutto l'impianto legislativo socio-sanitario-assistenziale
del nostro paese ha carattere prescrittivo e poco è stato
fatto per "la formazione di una moderna coscienza sanitaria
sulla base di una adeguata educazione sanitaria del cittadino
e della comunità" che pure era un obiettivo della
istituzione del nostro Servizio sanitario nazionale. Non è
un caso che la sanità pubblica sia diventato un territorio
presidiato più dalle forze dell'ordine pubblico (Magistratura,
Carabinieri, Pubblica sicurezza, Guardia di Finanza) (13) che
dagli operatori sanitari e che le misure di controllo e punitive
prevalgano su quelle educative e persuasive (come ad esempio
nella lotta al fumo).
I medici di sanità pubblica, nel corso delle continue Riforme
del sistema sanitario, sono stati troppo coinvolti nei complicati
procedimenti organizzativi e gestionali e hanno invece prestato
scarsa attenzione ai tre obiettivi fondamentali dei sistemi sanitari:
determinazione degli effetti degli interventi sanitari sulla salute
della popolazione,
misura delle diseguaglianze dello stato di salute nella popolazione,
acquisizione dell'attiva partecipazione sia degli individui che
delle comunità in tutte e decisioni che interessano la
salute.
Qualsiasi sia la soluzione che il Governo si accinge a compiere
nei confronti del sistema sanitario, non potrà evitare
di richiedere l'impegno dei medici di sanità pubblica,
con le conseguenti responsabilità che sono state finora
eluse.
|
| Note |
|
| [1] |
Se
la sanità pubblica viene definita come la scienza e l'arte
di prevenire le malattie, di prolungare la vita e di promuovere
la salute attraverso gli sforzi organizzati della società
(= Politica), la Politica può essere definita la scienza
ed l'arte di governare come ricerca dei mezzi più adatti
a dirigere l'azione dei singoli nell'ambito della società
civile al fine di assicurare il benessere di tutti i cittadini
(= sanità pubblica). |
| [2] |
Dopo
la riforma della Costituzione (Legge costituzionale n. 3 del 18
ottobre 2001), la definizione del nuovo quadro di poteri e responsabilità
fra Stato e Regioni nella Sanità è attribuita alla
Conferenza Stato-Regioni. Gli Accordi presi in quella sede sono
diventati il più importante strumento normativo della Sanità. |
| [3] |
Dal
Federalismo sanitario ci si attende la soluzione di molti dei problemi
(migliore gestione dei servizi, contenimento della spesa sanitaria,
attenzione alle aspettative dei cittadini) che affliggono il Servizio
sanitario nazionale. Per lo stesso motivo si temono tuttavia discordanze
nella gestione delle risorse pubbliche, difformità nel contenimento
della spesa, diversità nel trattamento dei cittadini. |
| [4] |
Decreto
legislativo 19 giugno 1999, n. 229 concernente Norme per la razionalizzazione
del Servizio sanitario nazionale, a norma dell'articolo 1 della
legge 30 novembre 1998, n. 419 (SO n. 132/L alla GU n. 165 del 16
luglio 1999) e Decreto legislativo 28 luglio 2000, n. 254 concernente
Disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 19
giugno 1999, n. 229, per il potenziamento delle strutture per l'attività
libero-professionale dei dirigenti sanitari (SO n. 149/L alla GU
n. 213 del 12 settembre 2000). |
| [5] |
Cfr.
il Rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità per
l'anno 2000 "Migliorare la performance dei sistemi sanitari"
(pubblicato sul numero 1/2001 di questa rivista) |
| [6] |
Numerosi
e famosi autori hanno sollevato critiche impietose al potere delle
Scienze mediche di migliorare lo stato di salute della popolazione
(a livello aggregato); si è cioè sostenuto che le
maggiori modifiche dello stato di salute, sia in senso migliorativo
che peggiorativo, dipendono più da profondi cambiamenti dell'ordine
sociale (socio-politico, socioeconomico e socio-comportamentale)
che dagli interventi sanitari (Cochrane AL: Effectiveness and Efficiency:
random reflections on health care. Nuffield Hospital trust, London
1972; Mckeown T, Lowe CR: Introduction to social medicine. Blackwell
ed, London 1974; Illich I: Medical Nemesis. Pantheon, New York 1976;
Charlton JRH, Velez R: Some international comparisons of mortality
amenable to medical intervention. BMJ 1986, 292,
295-300) |
| [7] |
Esiste
ogni anno un tale rilevante numero di pubblicazioni che riguardano
le ineguaglianze socioeconomiche dello stato di salute da rendere
necessario un centro specializzato di documentazione con sede in
Olanda (Stronks K, Van Trirum H, Mackenbach JP: A documentation
centre on socioeconomic inequalities in health. J. Epidem. Comm.
Med. 1996, 50:5). |
| [8] |
Gli
usuali indicatori biostatistici di mortalità e morbosità
dimostrano che l'Italia gode di uno dei più elevati livelli
di salute del mondo (WHO: World health statistics quarterly. Geneve,
2000). Anche un altro indicatore quale la mortalità evitabile
presenta un progressivo decremento (Prometeo, Atlante della sanità
italiana, edizione 2001 in www.igiene.org/prometeo) |
| [9] |
Anche
in questo caso vale la legge dell'utilità marginale decrescente
per cui i servizi sanitari "rendono" sempre di meno nella
produzione di salute all'aumentare del livello di salute conseguito. |
| [10] |
"Le
condizioni sociali, economiche, politiche, storiche del Paese sono
tali da consentire senza dubbio il salto di qualità necessario
a intraprendere la strada della promozione della salute" (Ministero
della sanità, Direzione generale studi, documentazione sanitaria
e comunicazione ai cittadini. Relazione sullo stato sanitario del
paese 2000. Roma, aprile 2001). |
| [11] |
Gli
economisti hanno ideato il metodo della disponibilità o volontà
di pagare (willingness to pay) per attribuire un valore monetario
alla vita, in particolare alla vita sana. Si basa sulla determinazione
degli importi che gli individui sarebbero disposti a pagare per
evitare le malattie, o le loro conseguenze più rilevanti,
date certe probabilità di accadimento. |
| [12] |
Ministero della sanità, Servizio studi e documentazione.
Relazione sullo stato sanitario del paese 1999. Roma, 2000 |
| [13] |
La cronaca segnala costantemente episodi in cui i cittadini preferiscono
rivolgersi alle forze dell'ordine non solo per segnalare disfunzioni
del sistema sanitario, ma anche per ottenere i servizi che si aspettano
di ottenere. |
| |
 |
|