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| Editoriale
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| Governo
clinico (Clinical Governance) e Sanità pubblica |
| (Medline
- Index - Medicus) | | Il
disegno di legge sul governo clinico presentato recentemente dal ministro della
salute Sirchia(1) ha dato luogo a molti commenti, in generale
non positivi, da parte di numerose componenti del Servizio sanitario nazionale(2).
Il clamore suscitato dalla proposta di introdurre la figura di un coordinatore
clinico nellordinamento delle Aziende sanitarie ha avuto il merito
di richiamare lattenzione sulla clinical governance, una
strategia di cui si sente fortemente la mancanza nel nostro Servizio sanitario
nazionale. Va innanzitutto premesso che la nomina di un coordinatore
clinico aziendale poco ha a che vedere con il governo clinico, nella
accezione con la quale è stato introdotto nel Servizio sanitario nazionale
britannico(3). La clinical governance è stata infatti
definita dal ministero della sanità inglese come linsieme degli
strumenti organizzativi attraverso i quali le istituzioni del NHS assumono
una diretta responsabilità per il miglioramento continuo della qualità
dellassistenza e per mantenere elevati livelli di servizio, attraverso
la realizzazione delle condizioni necessarie per favorire lespressione
delleccellenza professionale(4). Si tratta
quindi di unidea tanto semplice da esprimere quanto complessa da tradurre
in azioni concrete, e che ha prodotto una vastissima letteratura nello sforzo
di esplicitare tutti gli aspetti inerenti a questo concetto(5),
senza contare la istituzione di numerose specifiche Agenzie(6)
per la sua realizzazione. Alla semplicistica ipotesi che la presenza di un
coordinatore clinico aziendale - ammesso che il provvedimento
venga trasformato in legge - sia sufficiente a creare una forma di governo
clinico nellambito del Ssn si oppone la constatazione che il rinnovamento
deve riguardare atteggiamenti e comportamenti di tutti i membri dellorganizzazione.
Il termine di clinical governance(7) viene infatti usato
per abbracciare tutte le attività che sono state proposte per migliorare
la qualità dei servizi sanitari, comprese quelle strumentali quali
il monitoraggio dei processi assistenziali e la valutazione dei risultati,
e talmente numerose e variegate da rendere difficile anche farne un mero elenco(8).
Nella presentazione del citato documento(3), le parole del
ministro della sanità dellepoca, Frank Dobson, sono altamente
significative delle intenzioni politiche della riforma del NHS, soprattutto
per quanto riguarda la centralità che assume la qualità nellerogazione
dellassistenza sanitaria(9), il superamento della
cultura economicista(10), il sostegno delle Agenzie
deputate a garantire i vari aspetti della qualità(11),
la diffusa responsabilità del governo clinico(12),
e gli obiettivi e la lunga durata del progetto(13).
Come si vede, partendo dallidea di base che la qualità dellassistenza
non è attribuibile al comportamento di singoli soggetti, viene caldeggiato
lapproccio sistemico che richiede il coinvolgimento di tutte le componenti
del servizio sanitario, senza distinzione di ruolo (medico, infermieristico,
tecnico, amministrativo ecc.), di funzioni (ospedaliere, territoriali), di
attività (prevenzione, cura, riabilitazione), di livelli organizzativi
(aziendale, unità operativa, singoli individui). Tanto che si è
posto particolare impegno nellillustrare le possibilità di realizzazione
del governo clinico nei vari settori del NHS, in particolare lassistenza
sanitaria di base(14). Trova quindi conferma la natura
diffusa del governo clinico peculiare delle aziende sanitarie, in alternativa
a quello che in termini aziendalistici viene chiamato corporate governance,
cioè delle condizioni, dei meccanismi e degli strumenti di gestione
clinica e finanziaria che assicurano che le aziende siano gestite in modo
efficiente in funzione del pubblico interesse. La governance è una modalità
di governare(15) sistemi complessi caratterizzati da
forti autonomie(16) che, in quanto forti, si influenzano
e si limitano a vicenda, ed in presenza di una confusione di responsabilità
come si verifica laddove operano reti di individui o di strutture autoorganizzate
e laddove cè da difendere interessi non solo economici ma di valori
(come la salute). Oltre a queste situazioni, la governance è consigliata
specialmente laddove si intende passare dalla produzione di prestazioni alla
erogazione di servizi, in quanto ciò richiede la collaborazione di
più professionalità, talora presenti in settori diversi del
sistema (ad es. servizi sociosanitari o servizi di tutela ambientale), trovando
un equilibrio nelle relazioni fra ed entro team multiprofessionali. Ma non
basta, in quanto con la clinical governance si è inteso superare, attuando
radicali cambiamenti di natura culturale, organizzativa, gestionale, i conflitti
endemici di ogni sistema sanitario. Innanzitutto cercare di eliminare
la tensione fisiologica tra buona pratica assistenziale (preventiva,
curativa e riabilitava) a favore dei singoli soggetti e tutela degli interessi
dellintera popolazione. Ciascun operatore dovrebbe contemperare entro
lesercizio della pratica clinica sia la tradizionale funzione professionale,
sia la nuova funzione gestionale(17), anche se comporta
una doppia e potenzialmente conflittuale responsabilità nei confronti
dellazienda e nei confronti del singolo paziente. Inoltre la clinical
governance dovrebbe riuscire a rimuovere il conflitto fra la componente professionale
e la componente amministrativo-gestionale dellazienda, rappresentata
questultima in particolare dallorgano monocratico del direttore
generale, di nomina fiduciaria, di esperienza professionale indefinita e di
formazione imprecisata. Alla luce di una condivisa missione di miglioramento
della qualità totale le scelte gestionali non dovrebbero ignorare il loro
impatto sulla funzione assistenziale, mentre le decisioni assistenziali assunte
dai clinici per il singolo paziente dovrebbero necessariamente considerare
la loro ricaduta gestionale. Inoltre la clinical governance intende riaccendere
nella dirigenza sia gestionale che professionale il vetusto spirito
di servizio (o se si preferisce senso di responsabilità)
tipico delle aziende che producono servizi alla persona e che è andato
perso nellambito dei servizi pubblici per la accentuata importanza data
ai diritti rispetto ai doveri dei pubblici dipendenti in genere, e della sanità
in particolare. Ed infine al centro della clinical governance cè,
al contrario di quello che succede in Italia, tutta la filosofia pragmatica
anglosassone nel senso di fare tesoro delle esperienze, buone o cattive che
siano. Ogni struttura sanitaria inglese ha il dovere di pubblicare i risultati
ottenuti con lapplicazione del governo clinico facendone partecipi le altre.
Si può dire, con le parole di un giornalista(18),
che il disegno di legge Sirchia è una operazione squisitamente politica
e cè da chiedersi quindi perché si desidera la presenza
di un coordinatore clinico aziendale e non la fondazione di un vero
governo clinico delle aziende sanitarie stante che, a distanza di qualche
anno(19), non è ancora stata data a questa domanda
una risposta soddisfacente. Ad onor del vero elementi riferibili alla clinical
governance inglese si ritrovano espressi nella vigente normativa italiana(20)
ma non facenti parte di un disegno strategico completo e soprattutto non accompagnati
da una volontà di realizzazione. Cè molto da imparare
dalla esperienza inglese: in primis aver messo in primo piano il tema della
qualità dellassistenza, poi labitudine a rendere manifesti
ed espliciti i tentativi sperimentali ed infine la responsabilità di
governance che grava su tutti coloro che hanno una qualche funzione dirigenziale.
Si tratta di tre iniziative: qualità dellassistenza, diffusione
della cultura organizzativa e responsabilità accompagnata dalla possibilità
di fornire prove di ciò che si sta facendo (accountability)(21),
di cui il nostro Ssn ha tanto bisogno.
Augusto Panà, Armando Muzzi
| | Note |
| (1) |
Disegno di legge Principi fondamentali in materia di Servizio sanitario
nazionale approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 19 dicembre
2003. | | (2) | Panorama
della Sanità 2004; 17: n. 2 (Finzi G. Pericolosamente indietro nel tempo;
Catananti C, Aparo UL. Il destino dei direttori incrociati. Mete R. «Non
sono poche le perplessità»; Panà A. Giuste intuizioni, modalità
sbagliate; Trecca P.
e onestà di intenti); Sole 24 ore sanità
n.9 del 9-15 marzo 2004 (Manager, parlamentari e medici bocciano senza appello
il progetto del ministro sul governo clinico. Governance, Sirchia non passa);
LOspedale 2004; 7: n. 1 (Editoriale. Alcune riflessioni). |
| (3) | Il
documento (Department of Health. A First Class Service. Quality in the new NHS.
London: 1998) col quale è stata introdotta la Clinical Governance nel Servizio
sanitario nazionale inglese è stato integralmente riprodotto e tradotto
in questa rivista (Igiene e Sanità pubblica 1999; 55: 189-267) |
| (4) | «Clinical
governance can be defined as a framework through which NHS organisations are accountable
for continuously improving the quality of their services and safeguarding high
standards of care by creating an environment in which excellence in clinical care
will flourish» | | (5) | Di
grande interesse la pubblicazione del periodico Clinical Governance Bulletin
(www.rsmprwess.co.uk/cgb.htm) che ha costantemente seguito la realizzazione della
clinical governance nel NHS. A conferma della importanza della materia, alla stessa
sono dedicati anche i periodici The Journal of Clinical Governance
e Clinical Governance: an international Journal. |
| (6) |
Ad esempio il Clinical Governance Support Team (www.cgsupport.nhs.uk), la Commission
for Health Improvement (www.chi.nhs.uk) e la NHS Modernisation Agency (www.modern.nhs.uk).
| | (7) | Secondo
Borgonovi, laddove si vuole valorizzare e non vincolare lapporto professionale,
umano e motivazionale del personale sanitario, sarebbe più corretto parlare
di professional governance piuttosto che di clinical governance (Sole 24 ore sanità
n. 9 del 9-15 marzo 2004). | | (8) | Hatchard
ed Allen elencano una serie di temi pertinenti alla clinical governance (clinical
audit; clinical risk; critical incidents; complaints; health and safety (non clinical
risk); appraisal; reports from the NICE; clinical effectiveness; clinical records;
research; personnel policy; training and development; patient involvement) ognuno
dei quali meriterebbe un ulteriore approfondimento (Hatchard K, Allen S. Directorate-based
clinical governance. Introduction of a standardised reporting template. Clin.
Governance Bull. 2002; 2: 7-8). | | (9) |
«Tutti gli utenti
del National Health Service hanno diritto ad unassistenza di elevata qualità
che non dovrebbe essere subordinata al caso, ovvero a dove si ha la ventura di
risiedere. Il Governo è determinato a fornire a tutti gli utenti un servizio
di primordine; devono cessare le inaccettabili disparità di trattamento
che sono andate aumentando in questi ultimi anni. Lobiettivo è quello
di ottenere un accesso equo e tempestivo a trattamenti moderni e affidabili; il
servizio dovrà essere erogato con cortesia e con unaprofonda comprensione
delle preoccupazioni e le paure dei pazienti. Le decisioni cliniche dovranno basarsi
sulle prove di efficacia migliori possibili e il personale dovrebbe essere aggiornato
sui più recenti sviluppi del loro settore». |
| (10) | «È
ferma intenzione del Governo porre la qualità al centro dellassistenza
sanitaria. Per troppo tempo laccento è stato posto esclusivamente
sul conteggio dei numeri, sulla misurazione dellattività, sui tagli
di ciò che poteva essere tagliato, ma ignorando completamente le vere necessità
degli utenti. Lefficienza è, sì, un fattore importante, ma
lelevata qualità e il costo-efficacia sono due lati della stessa
medaglia; ambedue sono necessari». | | (11) | Il
Governo sta fornendo nuovi strumenti quali il National Institute for Clinical
Excellence = NICE; il National Service Frameworks NSFs; la Commission for
Health Improvement = CHImp; il National Framework for Assessing Performance
NFAP; ed il National Survey of Patient and User Experience per assicurare che
ambedue (elevata qualità e costo-efficacia) vengano raggiunti in quanto
entrambi si devono perseguire allinterno del NHS. |
| (12) | «Le
Organizzazioni locali del NHS saranno tenute ad assumersi la responsabilità
del governo clinico accertandosi che gli standard siano rispettati. Il personale
sarà messo in condizione di partecipare al processo di apprendimento continuo
in modo da aggiornare costantemente le proprie capacità, e il Governo si
impegna ad assicurare che gli standard di auto-regolamentazione professionale
siano rigorosi e in linea con le legittime aspettative degli utenti». |
| (13) | «Tutte
queste misure si completeranno e si potenzieranno a vicenda, assicurando che lassistenza
di elevata qualità diverrà ovunque la norma. I cambiamenti non saranno
immediati, essi fanno parte del nostro programma decennale di modernizzazione
dei servizi sanitari in Inghilterra. Continueremo a rinforzare e a sostenere le
competenze e linnovazione nella pratica clinica finora dimostrata dal personale
del NHS. Lo scopo è semplice: la migliore assistenza a tutti i pazienti
e in ogni luogo» | | (14) | La
questione di come applicare il governo clinico nellassistenza sanitaria
di base è stata oggetto di approfondimento da parte del British Medical
Journal con una serie di cinque articoli (Clinical governance in primary care):
Rosen R: Improving quality in the changing world of primary care. BMJ 2000, 321,
551-4; Allen P: Accountability for clinical governance: developing collective
responsibility for quality in primary care. BMJ 2000, 321, 608-11; Huntington
J, Gillam S, Rosen R: Organisational development for clinical governance. BMJ
2000, 321, 679-82; Pringle M: Participating in clinical governance. BMJ 2000,
321, 737-40; McColl A, Roland M: Knowledge and information for clinical governance.
BMJ 2000, 321, 871-4. | | (15) | La
teoria politica di tradizione anglosassone utilizza il termine government per
designare le istituzioni formali dello stato e per significare il loro monopolio
sullesercizio legittimo del potere di coercizione. A questa forma di esercizio
del potere contrappone la governance, focalizzata sulla gestione di processi di
consultazione e di concertazione che per raggiungere i loro obiettivi non ricorrono
allesercizio dellautorità e allapplicazione di sanzioni. |
| (16) | Sistema
complesso caratterizzato da forti autonomie è una delle tante definizioni
di azienda e quindi sinonimo di azienda sanitaria. | | (17) |
Con la vigente normativa, alla componente professionale è stata data una
(relativa) autonomia organizzativa e gestionale («le aziende
. definiscono
meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti
e dei risultati dellattività svolta dai dirigenti, in relazione ai
programmi e obiettivi da perseguire correlati alle risorse umane, finanziarie
e strumentali effettivamente disponibili». Contratto collettivo di lavoro
dei medici del Ssn 1998-2001) ma senza efficaci meccanismi di partecipazione allelaborazione
delle strategie aziendali. | | (18) | «Si
può non essere daccordo sulla razionalizzazione delle strutture
o sulla ottimizzazione dei costi? È possibile non condividere
la focalizzazione sul prodotto o leliminazione delle duplicazioni
delle funzioni? Ma ci mancherebbe. Sono parole luccicanti, obiettivi sanissimi,
concetti ultramoderni. Eppure, dietro questo lessico bocconiano che ha il sapore
dellefficienza e del risanamento, si nasconde una lucidissima operazione
politica» (Sebastiano Messina. La riforma che militarizza la RAI. La Repubblica,
martedì 6 aprile 2004). | | (19) | Taroni
F, Grilli R. È possibile un governo clinico delle aziende sanitarie? Politiche
sanitarie 2000; 1: 64-76. | | (20) | Ad
esempio quando si afferma che «La Direzione è responsabile della
creazione delle condizioni organizzative che facilitino e consentano la promozione
e il supporto ad attività valutative e di miglioramento dei processi di
erogazione dei servizi e delle prestazioni» (DPR 14.1.1997 Approvazione
dellatto di indirizzo e coordinamento in materia di requisiti strutturali,
tecnologici ed organizzativi minimi per lesercizio delle attività
sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private), oppure «il raggiungimento
di tutti i suddetti obiettivi necessita della misurazione e della valutazione
comparativa dei risultati ottenuti, sul versante sia quantitativo sia qualitativo.
Non è infatti possibile assicurare pari dignità e pari trattamento
a tutti gli utenti senza disporre di strumenti per la verifica del lavoro fatto
e della qualità raggiunta nelle varie realtà. La soddisfazione degli
utenti e la loro corretta informazione, la qualità delle prestazioni, i
risultati ottenuti in termini clinici e sociali, nonché il rapporto
tra costi e risultati devono costituire una parte significativa degli obiettivi
da raggiungere e delle misurazioni e valutazioni da effettuare in modo comparativo
fra le diverse realtà territoriali» (DPR 23.5.2003 Approvazione del
Piano sanitario nazionale 2003-2005). | | (21) | Il
termine accountability è usato spessissimo nella letteratura anglosassone
ed intraducibile in italiano. «Parola chiave della democrazia anglosassone.
In Italia non è stata ancora tradotta» (Indro Montanelli. La stanza.
Corriere della Sera, 12.4.1999) forse perché manca il sottostante costrutto.
«Indica il dovere di rendere conto di ciò che si è fatto a
chi ci ha dato lincarico e/o ci paga lo stipendio e/o ci ha messo a disposizione
delle risorse. La responsabilità indica piuttosto i doveri verso i
destinatari degli interventi» (Morosini P, Perraro F: Enciclopedia della
gestione di qualità in sanità. Centro scientifico editore, Torino,
2000). | | |
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